da “Alpes”, Gennaio 2007

Limpide mitotrasparenze e simboli di Cinzia Razzoli

Artista genovese naturalizzata modenese, Cinzia Razzoli ha maturato fino da giovanissima la propria vocazione pittorica decorativa, sedimentata e filtrata nel tempo, pur avendo avuto una formazione culturale diversa da quella degli artisti usciti dall’Accademia di Belle Arti. L’insegnamento educativo primario è stato per Cinzia Razzoli pratica quotidiana e la sua vita di pittrice ha avuto questa dedizione, ora in maturità, dopo sperimentazioni in varie tecniche ad olio, Cinzia Razzoli, con una padronanza del segno e del colore davvero sorprendente, propone mostre antologiche dei suoi vetri decorati ad aerografo con collage di vetro di mitiche figurazioni.
Osservandoli si avvertono il fascino e l’incantesimo grafico - coloristico di luce e delicate armonie che essi emanano, attraverso immagini simboliche e un’attenta combinazione di tenui colori. La pittura di Cinzia Razzoli è personalissima e su di essa sono stati espressi favorevoli riferimenti da critici autorevoli al Basso di Firenze, al padiglione Italia della Fiera Internazionale, al Duomo di Matera. Una sorta di tributo a opere di delicata narrativa estetica, di fascino esclusivo.
Idee e proposte diventano suggestioni visive che richiamano alla quotidianità, all’unanimità, alla natura, svincolate da costrizioni, coinvolge l’osservatore in emozioni, nel vagare con la propria mente in modo libero e soggettivo.
Fino dall’antichità il vetro è stato metafora di conoscenza, di riferimenti nelle decorazioni delle cattedrali.
Analogamente l’arte di Cinzia Razzoli, cromaticamente sensibile, si materializza nelle luminosità e trasparenze del vetro, nell’armonia di tinte delicate vibranti di luce e di tonalità, in gradevoli elaborazioni estetiche con tanta creatività e immaginazione.
La formula espressiva appare elegante, intuitiva, citazione iridescente di smalti colorati, di immagini semplificate, trasparenti nell’espressionismo astratto, dove prevale l’azzurro mare.
“Carro del sole, sogno della madre, gioco, lotta del serpente, evoluzione” sono alcuni titoli significativi, temi mitici delle eccellenti sperimentazioni su vetro di Cinzia Razzoli, gradevoli e uniche nel loro genere. C’è sostanza poetica e stilistica nelle sue opere, nella luce che ne accende e ne sfiora radente la superficie vitrea. Emerge la personalità inconfondibile dell’autrice che con abile alchimia miscela realismo all’informale, simbolismo all’espressionismo, continuando a sperimentare, da spirito libero, senza mai lasciarsi intrappolare da schemi convenzionali. E esprimendo l’originalità del suo modo di fare pittura.

Ermanno Sagliani

Milano, 5 aprile 2005

Aria, terra, colore:evocazioni dall’invisibile

Immensità eteriche e acquari cosmici da cui affiorano continue presenze, suggestioni oscillanti tra la saggezza e la leggenda, simbologie atomizzate che diventano una metafora dell’essere.
L’uso dell’aerografo e alcuni accorgimenti nel trattamento del vetro sabbiato sono volti a ottenere un’accentuazione dell’ambiguità tra irreale e materico, come se un vento fra cielo e terra disperdesse un messaggio segreto in fuochi pallidi, alfabeti noti ed ignoti, trasfigurati in un’alba perenne e illusoria dinanzi all’occhio di un invisibile dio.

Luciana Oliveti